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Articoli di Bateson citati da Marcelo Pakman – sintesi

By admin | ottobre 27, 2008

Breve sintesi “Finalità
cosciente e natura” (1968)

In
questo saggio Bateson dopo aver descritto individuo, società ed ecosistema come
sistemi autocorrettivi, afferma che la coscienza è solo una parte del sistema
individuo la quale è per sua natura inevitabilmente cieca alla natura sistemica
dell’individuo stesso. Essa è limitata e può agire solo in vista di fini, all’interno
dunque di una logica causa-effetto e perlopiù monodirezionale, dunque estranea
ai sistemi viventi, in quanto appunto non sistemica, riduzionista. Per questo
la coscienza da sola non può raggiungere la saggezza (“ per saggezza intendo la
conoscenza del più vasto sistema interattivo, quel sistema che, se è
disturbato, genera con ogni probabilità curve di variazione esponenziali”), ma
al massimo un sapere quale quello medico, che si riduce infine ad “coacervo di
trucchi” per risolvere delle urgenze senza nessuna conoscenza del corpo “visto
come un sistema autocorrettivo organizzato in modo cibernetico e sistemico” e
dunque senza nulla sapere delle sue interdipendenze complesse.

“La
coscienza opera allo stesso modo della medicina nel suo campionamento degli
eventi e dei processi del corpo e di ciò che avviene nella mente totale; è
organizzata in termini di finalità. Essa ci fornisce una scorciatoia che ci
permette di giungere presto a ciò che vogliamo; non di agire con la massima
saggezza per vivere, ma di seguire il più breve cammino logico o causale per
ottenere ciò che si desidera appresso, e può essere il pranzo, o una sonata di
Beethoven, o un rapporto sessuale. Può, soprattutto essere il denaro o il
potere”. Per questo essa non può che agire in modo, da un certo punto di vista,
“avido” e “stolto”.

Alla
luce di tutto questo Bateson racconta in modo delizioso una sua versione del
mito della Genesi in cui il problema di Adamo 
è proprio quello di cominciare ad agire in vista di un fine, pensando
cioè in che modo potevano arrangiarsi per raggiungere la mela più alta,
escogitando cioè un trucco per raggiungere uno scopo. Da lì, fine dell’equilibrio
naturale dell’ecosistema e dunque inizio di un lavoro sempre più consistente
(niente più humus, crescita di erbacce e così via, mi viene in mente Fukukoa).
Ne seguì un altro increscioso fenomeno: non comprendendo più la natura del
sistema Adamo aveva due possibilità per spiegare la propria disgrazia, la
perdita del paradiso terrestre:

1-
pensare ‘io ho peccato, io sono
colpevole’, la colpa è mia

2-
Dio è vendicativo e mi ha punito,
la colpa è di qualcun altro

Entrambe
le soluzioni sono false, si tratta del meccanismo psichico della proiezione,
spiega Bateson. In realtà la soluzione potrebbe essere trovata solo riuscendo
ad accorgersi che il problema è del sistema.

In
questo senso, un ottimo principio morale potrebbe essere quello dell’umiltà
come elemento di una filosofia scientifica, afferma Bateson. A dispetto
dell’arroganza della rivoluzione industriale, del capitalismo e dell’idea che
il semplice controllo unidirezionale sia possibile nella vita. “La vita non è
fatta così”.

Un'altra
possibile via per limitare i disastri della finalità cosciente si potrebbe
trovare nell’individuo stesso. Si
tratterebbe di quella che Freud ha chiamato la via maestra verso l’inconscio, i
sogni, e Bateson ci aggiunge l’arte o la creatività artistica, nonché la
poesia. E il meglio della religione. Gli artisti possono avere la finalità
cosciente di realizzare la loro opera in un certo qual modo, ma
inevitabilmente, mentre la realizzano, la loro mente cosciente può avere solo
una piccola parte in un processo che la trascende. “ Si potrebbe dire che nella
creazione artistica l’uomo deve sentire se stesso- tutto il suo io- come un modello cibernetico.”

La
stessa cosa non riesce a farla l’LSD perché il punto non è eliminare la
coscienza, l’obbiettivo non è scambiare una parzialità con un’altra, ma “una
sintesi delle due concezioni”.

Breve sintesi “Effetti della
finalità cosciente sull’adattamento umano” (1968)

Non
solo, le distorsioni sistematiche di prospettiva della coscienza, unite alla
tecnica moderna, potrebbero distruggere definitivamente gli equilibri tra
l’uomo, la società e il suo ecosistema.

Quando
non si riesce più a capire il sistema di cui si fa parte, quando si cerca di
accoppiare l’uomo al suo ambiente biologico solo tramite la coscienza, ci si trova nella problematica situazione di
Alice nel Paese delle meraviglie quando deve giocare a cricket con il
fenicottero come mazza e il porcospino come palla. Si prendono lucciole per
lanterne, non si riesce a giocare. Si generano una successione meta-aleatoria
di eventi, il fenicottero non capisce Alice e Alice non capisce il fenicottero.

Questo
perché “ la natura cibernetica dell’io e del mondo tende a non essere percepita
dalla coscienza, in quanto i contenuti dello schermo della coscienza sono
determinati da considerazioni di finalità”. Per la saggezza sarebbe essenziale
correggere queste ristrette visioni finalistiche. Cercare la saggezza potrebbe
essere considerata una priorità sempre più urgente in quanto:

1-
L’uomo ha la tendenza a cambiare
il suo ambiente anziché se stesso

2-
L’uomo oggi è in grado di
devastare il suo ambiente e se stesso con le migliori intenzioni coscienti a
velocità incredibile.

3-
Il capitalismo ha generato e
genera sempre di più entità automassimizzanti, quali compagnie commerciali,
sindacati o partiti politici, i quali nella realtà biologica non sono persone,
né aggregati di persone intere ma aggregati di parti di persone associate in
vista di un fine.

Di
fronte a queste preoccupante situazioni Bateson propone dei possibili
correttivi:

1-
L’amore.

2-
Le arti figurative

3-
Il contatto tra l’uomo e gli
animali e tra l’uomo e la natura (p.s. si vedano a questo proposito i
bellissimi scritti di Bateson sul totemismo”.

“Il parto delle camosce sulle rupi

Tu lo prevedi? E vegli delle cerve

Sul figliare?”

Alcune riflessioni che
Bateson espone in “Stile, grazia, informazione nell’arte primitiva” (1967)

Il comportamento
attuale dell’umanità avrebbe perso la naturalezza degli animali, la loro
grazia, corrotto “dall’inganno, dalla finalità, e dall’autocoscienza”. La grazia
potrebbe essere considerata una forma di integrazione tra le diverse parti della mente, in
particolari dei due estremi costituiti da inconscio e coscienza. All’uomo per
ritrovare la grazia, rimarrebbe proprio l’arte la quale potrebbe divenire
espressione di tale preziosa integrazione psichica. L’arte si collocherebbe tra
qui tipi di comunicazioni le quali eccedono necessariamente il messaggio
conscio e volontario, per esempio quello
verbale, che può esser falso e simulato. Può situarsi a livello di quel
discorso sulle relazioni quale è per esempio quello dei segnali cinetici e
neurovegetativi che forniscono commenti più fidati rispetto al messaggio
verbale. Così essa diventa “ un esercizio di comunicazione delle specie di
inconscio. O, se si preferisce, una sorta di comportamento ludico, la cui
funzione, tra l’altro, è di praticare e perfezionare una comunicazione di
questo tipo.” Bateson cita Isadora Duncan: “Se potessi dire che cosa significa,
non avrei bisogno di danzarlo”.

Mi fermo qui, a
questo punto, invece di passare al paragrafo sulla natura correttiva dell’arte,
ho trascritto i miei brevi e disordinati appunti su quanto detto da Marcelo.

Andrée

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