Seminario permanente Bateson-Deleuze-Foucault (bdf) secondo anno
Sta per iniziare il terzo ciclo annuale del seminario. Il limite d’iscrizioni è di 20 persone, i costi a chi si iscrive all’intero ciclo sono stati dimezzati e sono persino pagabili in 2 rate (75 a gennaio, 75 a giugno + iva), mentre la partecipazione a un solo incontro costerà 45 euro più iva. Abbiamo bisogno d’incoraggiare la permanenza del gruppo perciò preferiamo iscrizioni all’intero ciclo.
Programma dei primi sette incontri:
4 Febbraio: Pietro Barbetta: Apertura annuale del seminario con
l’esposizione di un capitolo del nuovo libro, in uscita per Mondadori
Università, “I linguaggi dell’isteria. Nove lezioni di psicologia dinamica”
(intervento già svolto, in corso di pubblicazione)
18 Febbraio: Mario Galzigna: La mente-mondo oltre il riduzionismo:
verso una cosmoanalisi. Materiali per la preparazione del nuovo libro
dell’autore
18 Marzo: Massimo Recalcati: L’evaporazione del padre e il suo resto.
Presentazione del nuovo libro: “L’uomo senza inconscio. Nuove
figure della clinica psicoanalitica”
15 Aprile: Telmo Pievani: Non di soli geni: le molteplici sorgenti di variazione nella teoria dell’evoluzione oggi
6 Maggio: Giusy Savoldi: Bateson e il buddismo
27 Maggio: Oumar Diop: L’impatto della distanza linguistica sull’apprendimento della lingua L2 (Italiano): interpretando il caso della lingua Wolof del Senegal.
17 Giugno: Maddalena Mapelli: Per una genealogia del virtuale. Reti d’immagini e di parole a partire da una foto di Deleuze.
Fuori d’opera è annunciata la possibilità (intorno ai mesi di Maggio e Giugno) di un colloque a deux tra Sylvère Lotringer (Columbia University) e Marco Dotti (Università di Pavia, tysm, Rivista Communitas) aperto a un pubblico più vasto, in collaborazione con il Centro Isadora Duncan. Ancora però non v’è certezza.
Tra gli interventi successivi sono previsti: Andrée Bella, Enrico Valtellina, Clara Mucci e altre proposte da definire, c’è la possibilità di arrivare a 12 incontri anziché 10, come al supermercato.
Il seminario non ha obiettivi, se non quello di coltivare la passione dei partecipanti per modi di pensare che stanno per diventare desueti e che, come “patrimonio dell’umanità”, vorremmo conservare. Oppure, come ha detto Beatrice Catini durante il suo seminario, per la passione verso teorie che sono come piante rare. Viene tenuto nello studio di Pietro Barbetta, Via Verdi 1/M, Bergamo. E’ frequentato, oltre che da psicoterapeuti, anche da filosofi, formatori, counsellor, infermieri, antropologi, psicologi, sociologi, letterati e, sopratutto, da studenti, che, meraviglia delle meraviglie, frequentano l’università per passione.
Leggiamo testi e li commentiamo, però cercheremo anche di leggere poesie, brani teatrali e letterari, di usare questo sito per creare un rizoma di pensieri che proliferano.
Abbiamo cominciato con un incontro intorno al tema del sacro in Gregory Bateson, come è stato chiesto da uno dei possibili partecipanti, che poi non è mai venuto. Come se avesse lasciato un’indicazione per gli altri, che ne hanno usufruito in modo utile. Durante quell’incontro (il primo incontro) abbiamo messo al centro un vaso per girarci intorno e capire cosa intendesse Husserl quando parlava degli adombramenti. Si è parlato di Wittgenstein (”l’assassino della filosofia!”) che ad alcuni di noi piace nonostante Deleuze (”di ciò di cui non si può parlare è bene tacere”), di Cassirer e Rudolf Otto. Di Kant, il filosofo per filosofi, e di Spinoza (il filosofo per non filosofi), di Leibniz, delle pieghe, delle piccole differenze e di quelle infinitesimali. Abbiamo discusso la lettura foucaultiana di Deleuze, per questo abbiamo proposto ai partecipanti Theatrum Philosophicum. Abbiamo invitato Marcelo Pakman, Mario Galzigna, Tiziano Possamai, Katia Rossi, Marco Dotti, Martino Doni come ospiti per un incontro. Abbiamo ripreso il 4 febbraio 2010. Le attività del 2009 sono interamente inserite nel sito.
Se ci sono nuovi interessati, scriveteci a queste mail:
Questo breve video, assai significativo, ci è stato inviato da Maurizio Falghera. Si tratta di un brano dell’opera che Nora Bateson sta costruendo sul pensiero del padre, con Maurizio Falghera hanno collaborato Nigel James, per la traduzione, e Francesco Zitelli per la sottotitolazione. Grazie!
