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Sette sermoni ai morti – C.G. Jung 1916

By enrico | aprile 23, 2008

Ciao, ho trovato una versione dei sette sermoni di Jung in italiano postati a un forum, eccoli:

I SETTE SERMONI

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C.G.Jung


– I SETTE SERMONI AI MORTI –
SCRITTI DA BASILIDE DI ALESSANDRIA,
LA CITTA' IN CUI L'ORIENTE TOCCA L'OCCIDENTE


Sermone I

I morti erano di ritorno da Gerusalemme, dove non avevano trovato ciA? che cercavano. Mi pregarono di lasciarli entrare e implorarono il mio verbo, e cosAi?? iniziai il mio insegnamento:

Ascoltate: io inizio dal nulla. Il nulla A? uguale alla pienezza. Nell'infinito il pieno A? come il vuoto. Il nulla A? vuoto e pieno. Potreste dire altrettanto bene qualche altra cosa del nulla, per esempio che A? bianco e nero o che non A? o che A?. Una cosa infinita ed eterna non ha alcuna qualitAi?? poichAi?? ha tutte le qualitAi??.

Noi chiamiamo il nulla o la pienezza il PLEROMA. In esso sAi??a il pensiero che l'essere cessano, poichAi?? l'eterno e infinito non possiede qualitAi??. In esso non c'A? essere, perchAi?? allora sarebbe distinto dal pleroma, e possederebbe qualitAi?? che lo distinguerebbero come un che di diverso dal pleroma.

Nel pleroma c'A? nulla e tutto. Non giova riflettere sul pleroma, perchAi?? ciA? significherebbe autodissolversi.

La CREATURA non A? nel pleroma ma in se stessa. Il pleroma A? inizio e fine della creatura. La pervade come la luce del sole pervade l'aria dovunque. BenchAi?? il pleroma pervada interamente, pure la creatura non ha parte in questo, come un corpo completamente trasparente non diventa ne' chiaro ne' scuro per via della luce che lo pervade.

Noi siamo perA? il pleroma stesso, poichAi?? siamo una parte dell'eterno e infinito. Ma non ne siamo parte, perchAi?? siamo infinitamente lontani dal pleroma, non spazialmente o temporalmente ma ESSENZIALMENTE, in quanto siamo distinti dal pleroma nella nostra essenza di creatura, confinata nel tempo e nello spazio.

Ma poichAi?? siamo parti del pleroma, il pleroma A? anche in noi. Infinito, eterno e intero A? il pleroma anche nel punto piA? piccolo, poichAi?? piccolo e grande sono qualitAi?? in esso contenute. Esso A? il nulla che A? dovunque intero e continuo. Solo figurativamente quindi io parlo della creatura come parte del pleroma, perchAi?? in effetti il pleroma non A? diviso in nessuna parte, essendo il nulla. Noi siamo anche l'intero pleroma perchAi??, figurativamente, il pleroma A? il punto piA? piccolo (immaginato soltanto, non esistente) in noi e l'illimitato firmamento intorno a noi. Ma perchAi?? mai parliamo allora del pleroma, dal momento che esso A? tutto e nulla?

Ne parlo per avere un qualsiasi punto d'inAi??zio, e per liberarvi
dall'illusione che in qualche luogo, fuori o dentro, vi sia un qualcosa
di fermo o in qualche modo di stabilito fin dall'inizio.

Ogni cosa cosiddetta fissa e certa A? soltanto relativa. Soltanto ciA? che A? soggetto a mutare A? fisso e certo.

CiA? che A? mutevole perA? A? la creatura, quindi essa A? l'unica cosa fissa e certa; perchAi?? ha delle qualitAi??, ed A? anzi qualitAi?? essa stessa.

E a questo punto domandiamoci: come fu originata la creatura? Le creature hanno origine, ma non la creatura, perchAi?? essa A? la Buy qualitAi?? del pleroma stesso, cosAi?? come la non-creazione, la morte eterna. In ogni tempo e luogo c'A? creatura, in ogni tempo e luogo c'A? morte. Il pleroma ha tutto, distinzione e indistinzione.

La distinzione A? la creatura. Essa A? distinta. La distinzione A? la sua essenza, e perciA? essa distingue. Di conseguenza l'uomo distingue perchAi?? la sua natura A? la distinzione. PerciA? egli distingue anche le qualitAi?? del pleroma che non esistono. Le distingue fuori dalla sua natura.

Quindi l'uomo deve parlare delle qualitAi?? del pleroma che non esAi??stono.

A che serve parlarne, direte? Hai detto tu stesso che A? vana cosa ragionare sul pleroma!

Vi ho detto questo per liberarvi dall'illusione che si possa riflettere sul pleroma. Quando noi distinguiamo le qualitAi?? del pleroma parliamo in base alla nostra distinzione e a proposito della nostra distinzione, ma non diciamo nulla circa il pleroma. Della nostra distinzione, perA?, A? necessario parlare, affinchA? possiamo distinguere a sufficienza noi stessi. La nostra natura A? distinzione. Se non siamo fedeli a questa natura non distinguiamo abbastanza noi stessi. PerciA? dobbiamo fare distinzioni delle qualitAi??.


Sermone II

Nella notte i morti stavano lungo i muri e gridavano: Vogliamo sapere di Dio. Dov'A? Dio? Dio A? morto?

Dio non A? morto, egli vive come sempre. Dio A? creatura, perchAi?? A? qualcosa di definito e quindi distinto dal pleroma. Dio A? qualitAi?? del pleroma, e tutto ciA? che ho detto della creatura vale anche per lui.

Egli A? tuttavia distinto dalla creatura perchAi?? A? molto piA? indefinito e indeterminabile di lei. E' meno distinto della creatura perchAi?? la base del suo essere A? pienezza effettiva. Solo nella misura in cui A? definito e distinto egli A? creatura, e in questa misura A? la manifestazione della pienezza effettiva del pleroma.

Tutto ciA? che noi non distinguiamo cade nel pleroma e si annulla col suo opposto. PerciA?, se non distinguiamo Dio, la pienezza effettiva A? estinta in noi.

Dio A? anche il pleroma stesso, cosAi?? come ogni piA? piccolo punto nel creato e nell'increato A? il pleroma stesso.

Il vuoto effettiivo A? la natura del demonio. Dio e demonio sono le prime manifestazioni del nulla che chiamiamo pleroma. E' indifferente se il pleroma A? o non A?, poichAi?? si annulla in ogni cosa. Non cosAi?? la creatura. Nella misura in cui Dio e demonio sono creature, non si eliminano l'un l'altro, ma stanno l'uno contro l'altro come opposti effettivi. Non abbiamo bisogno di provare la loro esistenza, basta il fatto che dobbiamo sempre parlarne. Anche se entrambi non fossero, la creatura tornerebbe sempre a distinguerli dal pleroma partendo dalla sua natura di distinzione.

Tutto ciA? che la distinzione estrae dal pleroma A? una Buy coppia di opposti. PerciA? a Dio appartiene sempre anche il demonio.

Questa inseparabilitAi?? A? cosAi?? intima e, come avete appreso, cosAi?? indissolubile anche nella nostra vita come lo A? naprosyn gel costo il pleroma stesso. CiA? deriva dal fatto che entrambi sono vicinissimi al pleroma, nel quale tutti gli opposti si annullano e unificano.

Dio e il demonio sono distinti mediante pieno e vuoto, generazione e distruzione.

L'EFFETTIVITAi??' A? comune a entrambi. L'effettivitAi?? li unisce. Quindi l'effettivitAi?? A? al di sopra di loro ed A? un Dio sopra Dio, poichAi?? nel suo effetto unisce pienezza e vuotezza.

Questo A? un Dio che voi non avete conosciuto, perchAi?? gli uomini lo hanno dimenticato. Noi lo chiamiamo col nome suo ABRAXAS. Esso A? piA? indistinto ancora di Dio e del demonio.

Per distinguere Dio da lui, chiamiamo Dio Helios o sole.

Abraxas A? effetto. Niente gli sta opposto se non l'ineffettivo; perciA? la sua natura effettiva si dispiega liberamente. L'inefettivo non A?, e non resiste. Abraxas sta al di sopra del sole e al dAi?? sopra del demonio. E' probabilitAi?? improbabile, realtAi?? irreale. Se il 2.5 mg cialis no prescription pleroma avesse un essere, Abraxas sarebbe la sua manifestazione.

E' l'effettivo stesso, non un effetto particolare, ma effetto in generale.

E' realtAi?? irreale perchAi?? non ha effetto definito.

E' anche creatura perchAi?? A? distinto dal pleroma.

Il sole ha un effetto no prescription mycelex-g definito, e cosAi?? pure II demonio. E quindi ci appaiono molto piA? effettivi di Abraxas che A? indefinito.

E' forza, durata, mutamento.

A questo punto i morti fecero un grande tumulto, perchAi?? erano cristiani.


Sermone III

Come brume sorgenti da una palude i morti si accostarono e implorarono: parlaci ancora del Dio supremo.

Abraxas A? il Dio duro a conoscere. Il suo potere A? il piA? grande perchAi?? l'uomo non lo vede.

Del sole egli vede il summum bonum, del demonio l'infimum malum; ma di Abraxas la VITA, indefinita sotto tutti gli aspetti, che A? la madre del bene e del male.

PiA? esile e debole appare la vita rispetto al summum bonum; perciA? anche A? difficile concepire che Abraxas trascenda in potenza perfino il sole, che A? la fonte radiosa di ogni forza vitale.

Abraxas A? il sole, e al tempo stesso la gola eternamente succhiante del vuoto, di ciA? che sminuisce e smembra, del demonio.

Duplice A? il potere di Abraxas. Ma voi non lo vedete, perchAi?? ai vostri occhi gli opposti in conflitto di questo potere si annullano.

CiA? che il Dio sole dice A? vita.

CiA? che il demonio dice A? morte.

Ma Abraxas pronuncia la parola santificata e maledetta che A? vita e morte insieme. Abraxas genera veritAi?? e menzogna, bene e male, luce e tenebra, nella stessa parola e nello stesso atto. PerciA? Abraxas A? terribile.

E' splendido come il leone nell'attimo in cui abbatte la preda. E' bello come un giorno di primavera.

Si, A? il grande Pan in persona e anche il piccolo. E' Priapo.

E' il mostro del mondo sotterraneo, un polipo dalle mille braccia, nodo intricato di serpenti alati, frenesia.

E' l'ermafrodito del primissimo inizio.

E' il signore dei rospi e delle rane che vivono nell'acqua e calpestano la terra, che cantano in coro a mezzogiorno e a mezzanotte.

E' la pienezza che si unisce col vuoto.

E' il santo accoppiamento,

E' l'amore e il suo assassinio,

E' il santo e il suo traditore,

E' la luce piA? splendente del giorno e la notte piA? oscura della follia,

Vederlo significa cecitAi??,

Conoscerlo A? malattia,

Adorarlo A? morte,

Temerlo A? saggezza,

Non resistergli A? redenzione.

Dio dimora dietro il sole, il demonio dietro la notte.

CiA? che Dio genera dalla luce, il demonio lo spinge nella notte. Ma Abraxas A? il mondo, il suo divenire e il suo passare. Su ogni dono del Dio sole il demonio getta la sua maledizione.

Ogni cosa che chiedete supplicando al Dio Cheap sole genera un atto del demonio.

Ogni cosa che create col Dio sole da a! demonio il potere di agire.

Questo A? il terribile Abraxas.

E' la creatura piA? possente, e in lui la creatura ha timore dAi?? se stessa.

E' l'opposizione manifesta della creatura al pleroma e al nulla.

E' l'orrore che il figlio prova per la madre.

E' l'amore che la madre prova verso il figlio.

E' la gioia della terra e la crudeltAi?? del cielo.

Di fronte al suo volto l'uomo impietrisce.

Di fronte a lui non c'A? domanda ne' risposta.

E' la vita della creatura.

E' l'operazione della distinzione.

E' l'amore dell'uomo.

E' la voce dell'uomo.

E' l'apparenza e l'ombra dell'uomo.

E' la realtAi?? illusoria.

Allora i morti ulularono e si infuriarono, perchAi?? essi erano imperfetti.


Sermone IV

I morti invasero il luogo mormorando e dissero: Parlaci degli dei e dei demoni, maledetto!

Il Dio sole A? il massimo bene, il demonio A? l'opposto, perciA? voi avete due dei.

Ma ci sono molte cose alte e buone e molti grandi mali, e tra questi vi sono due dei-demoni; uno A? QUELLO CHE BRUCIA, l'altro A? QUELLO CHE CRESCE.

Quello che brucia A? EROS, in forma di fiamma. La fiamma da luce consumandosi.

Quello che cresce A? l'ALBERO DELLA VITA. Esso germoglia ammassando nel crescere materia vivente.

Eros s'infiamma e muore, invece l'Albero della Vita cresce lento e costante per tempi incommensurabili.

Buono e male si uniscono nella fiamma.

Buono e male si uniscono nella crescita dell'albero.

Nella loro divinitAi?? vita e amore sono opposti.

Incommensurabile come la moltitudine delle stelle A? il numero degli dei e dei demoni.

Ogni stella A? un Dio, e ogni spazio che una stella riempe A? un demonio. Ma la vuotezza e pienezza del tutto A? il pleroma.

L'effettivitAi?? del tutto A? Abraxas, al quale sta opposto soltanto l'irreale.

Quattro A? il numero degli dei principali, come quattro A? il numero delle misure del mondo.

Uno A? l'inizio, il Dio sole.

Due A? Eros, perchAi?? unisce due insieme e si estende in splendore.

TrAi?? A? l'Albero della Vita, perchAi?? colma spazio con forme corporee.

Quattro A? il demonio, perchAi?? apre tutto ciA? che A? chiuso. Tutto ciA? che ha forma e corpo, egli lo dissolve; A? il distruttore nel quale ogni cosa diventa nulla.

Me beato, a cui A? stato dato di conoscere la molteplicitAi?? e diversitAi?? degli dei. Guai a voi, che sostituite Cheap questa irriducibile molteplicitAi?? con l'unico Dio. CosAi?? facendo provocate il tormento causato dall'incomprensione, e mutilate la creatura, la cui natura e il suo scopo A? la distinzione. Come potete essere fedeli alla vostra natura se cercate di mutare i molti in uno?

CiA? che voi fate degli dei A? fatto a voi. Diventate tutti uguali e perciA? la vostra natura A? mutilata.

L'uguaglianza prevarrebbe non per volere di Dio ma per volere dell'uomo, perchAi?? gli dei sono molti mentre gli uomini sono pochi. Gli dei sono potenti e sopportano la loro molteplicitAi??, perchAi?? al pari delle stelle dimorano in solitudine, divisi l'uno dall'altro da immense distanze. Ma gli uomini sono deboli e non sopportano la loro molteplicitAi??, perciA? dimorano insieme e abbisognano di comunanza per poter reggere alla loro particolaritAi??. A scopo di redenzione io vi insegno la veritAi?? respinta, a causa della quale io sono stato respinto.

La molteplicitAi?? degli dei corrisponde alla molteplicitAi?? degli uomini.

Innumerevoli dei attendono di diventare uomini. Innumerevoli dei sono stati uomini. L'uomo partecipa alla natura degli dei, proviene dagli dei e va verso Dio.

Come non giova riflettere sul pleroma, cosAi?? non giova adorare la molteplicitAi?? degli dei. Meno di ogni cosa gj(bva adorare il primo Dio, la pienezza effettiva e il summum bonum. Con la nostra preghiera non possiamo aggiungervi nulla ne' cavarne nulla, perchAi?? il vuoto effettivo inghiotte tutto. Gli dei splendenti formano il mondo celeste. Esso A?
molteplice e si espande cresce all'infinito. Il Dio sole A? il Signore
supremo di questo mondo.

Gli dei tenebrosi formano il mondo terreno. Sono semplici e diminuiscono e rimpiccioliscono all'infinito. Il demonio A? l'infimo signore del mondo terreno, lo spirito lunare, satellite della terra, piA? piccolo, piA? freddo e piA? morto della terra.

Non c'A? differenza tra il potere degli dei celesti e quello degli dei terrestri. Gli dei celesti diventano sempre piA? grandi, gli dei terrestri sempre piA? piccoli. Incommensurabile A? il movimento degli uni e degli altri.


Sermone V

I morti urlarono in tono di derisione: Insegnaci, folle, la tua dottrina sulla Chiesa e sulla santa comunione.

Il mondo degli dei si manifesta nella spiritualitAi?? e nella sessualitAi??.

Gli dei celesti compaiono nella spiritualitAi??, quelli terrestri nella sessualitAi??.

La spiritualitAi?? concepisce e abbraccia. Essa A? femmina e perciA? la chiamana MATER COELESTIS, madre celeste.

La sessualitAi?? genera e crea. Essa A? maschile, e perciA? la chiamano PHALLOS, il padre terrestre,

La sessualitAi?? dell'uomo A? piA? terrestre, la sessualitAi?? della donna A? piA? spirituale.

La spiritualitAi?? dell'uomo A? piA? celeste, procede verso il piA? grande.

La spiritualitAi?? della donna A? piA? terrestre, procede verso il piA? piccolo.

Menzognera e diabolica A? la spiritualitAi?? dell'uomo che procede verso il piA? piccolo.

Menzognera e diabolica A? la spiritualitAi?? della Pills donna che procede verso il piA? grande.

Ognuna deve procedere verso il proprio luogo.

Uomo e donna diventano demoni l'uno per l'altra quando non dividono le loro strade spirituali, perchAi?? la natura della creatura A? la distinzione.

La sessualitAi?? dell'uomo va verso il terrestre, la sessualitAi?? della donna verso lo spirituale.

Uomo e donna diventano demoni l'uno per l'altra se non distinguono la loro sessualitAi??.

L'uomo deve imparare a conoscere il piA? piccolo, la donna il piA? grande.

L'uomo deve distinguersi sia dalla spiritualitAi?? che dalla sessualitAi??. Deve chiamare la spiritualitAi?? Madre e porla tra il cielo e la terra. Deve chiamare la sessualitAi?? Phallos e porlo tra se' e la terra, perchAi?? la Madre e il Phallos sono demoni sovrumani e manifestazioni del mondo degli dei. Essi sono piA? effettivi per noi che non gli dei, poichAi?? sono similissimi alla nostra natura. Se non vi distinguete dalla sessualitAi?? e dalla spiritualitAi??, e non le considerate come una natura al di sopra di voi e intorno a voi, diventate loro preda come qualitAi?? del pleroma. SpiritualitAi?? e sessualitAi?? non sono vostre qualitAi??, non sono cose che possedete e contenete: Esse posseggono e contengono voi, perchAi?? sono demoni potenti, manifestazioni degli dei, e quindi cose che vanno al di lAi?? di voi, esistenti per se stesse. Nessun uomo ha una spiritualitAi?? di per se', o una sessualitAi?? di per se', ma sta sotto la legge della spiritualitAi?? e della sessualitAi??. PerciA? nessuno sfugge a questi demoni. Dovete considerarli online demoni, e un compito e pericolo comune, un fardello comune che la vita ha posto sulle vostre spalle.

Quindi la vita A? per voi anche un compito e un pericolo comune, come lo sono gli dei, e primo fra tutti il terribile Abraxas.

L'uomo A? debole, perciA? la comunione A? indispensabile. Se la vostra comunione non A? sotto il segno della Madre, allora A? sotto il segno del Phallos. Nessuna comunione A? sofferenza e malattia. La comunione in ogni cosa A? smembramento e dissoluzione.

La distinzione porta all'unicitAi??. L'unicitAi?? A? opposta alla comunione. Ma, data la debolezza dell'uomo a petto degli dei e dei demoni e della loro legge invincibile, la comunione A? necessaria. PerciA? ci dev'essere tanta comunione quanta A? necessaria, non a causa dell'uomo ma a causa degli dei. Gli dei vi forzano alla comunione. E quanto piA? vi forzano, tanto piA? occorre comunione, piA? A? male.

Nella comunione ogni uomo si sottometta agli altri, di modo che la comunione sia mantenuta, perchAi?? voi ne avete bisogno.

Nell'unicitAi?? l'uomo singolo dev'essere superiore agli altri, di modo che ogni uomo appartenga a se stesso ed eviti la schiavitA?.

Nella comunione ci dev'essere continenza, nell'unicitAi?? ci dev'essere prodigalitAi??.

La comunione A? la profonditAi??, l'unicitAi?? A? l'altezza.

La giusta misura Buy nella comunione purifica e preserva.

La giusta misura nell'unicitAi?? purifica e aggiunge.

La comunione ci da il calore.

L'unicitAi?? ci da la luce.


Sermone VI

II demone della sessualitAi?? si accosta alla nostra anima come una serpe. E' per metAi?? anima umana e significa desiderio di pensiero. Il demone della spiritualitAi?? scende nella nostra anima come l'uccello bianco. E' per metAi?? anima umana e significa pensiero di desiderio. La serpe A? un'anima terrena, per metAi?? demoniaca, uno spirito, e simile agli spiriti dei morti. Al pari di questi si aggira fra le cose della terra, facendocele temere o facendo sAi?? che eccitino la nostra bramosia. La serpe ha una natura femminile e cerca sempre la compagnia dei morti legati all'incantesimo della terra, quelli che non hanno trovato la via per passare al di lAi??, all'unicitAi??. La serpe A? una meretrice e fornica col diavolo e con gli spiriti malvagi, A? un tiranno nefasto http://warkop-enak.mhs.narotama.ac.id/2018/02/01/cheap-celadrin-pret/ e uno spirito tormentatore, che sempre seduce alla comunione piA? malvagia.

L'uccello bianco A? un'anima semi-celeste dell'uomo. Esso dimora presso la Madre e discende di quando in quando. L'uccello A? maschile ed A? pensiero effettivo. E' casto e solitario, messaggero della Madre. Vola alto sulla terra. Ispira unicitAi??. Porta conoscenza dai lontani che vennero prima e sono perfetti. Porta la nostra parola in alto, alla Madre. Questa intercede, ammonisce, ma non ha alcun potere contro gli dei. E' un vaso del sole. La serpe scende e paralizza con l'astuzia il demone fallico, oppure lo pungola. Porta alla luce i pensieri astutAi??ssimi del terrestre, che strisciano per ogni crepa e aderiscono dovunque succhiando con bramosia. La serpe, certo, non lo vuole, eppure deve esserci utile. Essa sfugge alla nostra presa, mostrandoci cosAi?? la vAi??a che con la nostra intelligenza umana non troveremmo. I morti gettarono occhiate sdegnose e dissero: Cessa di parlare di dei e demoni e anime. Al fin fine questo ci era noto da tempo.


Sermone VII

Ma quando la notte scese i morti tornarono ad accostarsi con gesti lamentosi e dissero: C'A? una cosa ancora che abbiamo dimenticato di discutere. Parlaci dell'uomo. L'uomo A? una porta attraverso la quale, dal mondo esterno degli dei, dei demoni e delle anime, voi passate nel mondo intcriore; dal mondo grande al piA? piccolo. Piccolo A? l'uomo, una nullitAi??, voi lo avete giAi?? alle spalle e vi trovate una volta ancora nello spazio senza fine, nell'infinitAi?? piA? piccola o piA? intima. A incommensurabile distanza c'A? una singola stella allo zenith.

Questa A? il Dio singolo di questo singolo uomo, A? il suo mondo, il suo pleroma. la sua divinitAi??. In questo mondo l'uomo A? Abraxas, che genera o ingoia il Cheap suo mondo. Questa stella A? Dio e la meta dell'uomo. E' il suo Dio singolo che lo guida. In lui l'uomo giunge al riposo, verso di lui procede il lungo viaggio dell'anima dopo la morte, in lui brilla come luce tutto ciA? che l'uomo riporta dal mondo piA? grande. Questo A? il solo Dio che l'uomo deve pregare. La preghiera accresce la luce della stella, getta un ponte sopra la morte, prepare la vita per il mondo piA? piccolo, e lenisce i desideri senza speranza del mondo piA? grande. Quando il mondo piA? grande si raffredda, la stella risplende. Nulla c'A? tra l'uomo e il suo singolo Dio, per quanto l'uomo possa distogliere gli occhi dallo spettacolo fiammeggiante di Abraxas. Qui l'uomo, lAi?? il Dio. Qui debolezza e nullitAi??, lAi?? potere eternamente creativo. Qui null'altro che tenebra e vapore glaciale, LAi?? il sole e nient'altro che sole. A questo punto i morti si fecero silenziosi e ascesero come il fumo sopra il fuoco del pastore che nella notte custodiva il suo gregge.

ANAGRAMMA:

NAHTRIHECCUNDE

GAHINNEVERAHTUNIN

ZEHGESSURKLACH

ZUNNUS.

zp8497586rq

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